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18 dicembre 2020 la Ronda della Carità di Verona

Nell’ambito delle finalità sociali dell’Associazione, per il Natale 2020 A.D.A. Verona ha donato dei contenitori isotermici alla Ronda della Carità onde permettere la consegna di piatti caldi agli assistiti.

La Ronda della Carità a Verona è un’Organismo di Volontariato ODV costituito il 10 gennaio 1996, con lo scopo statutario di assistere le persone senzatetto di Verona che vivono in uno stato di estrema povertà urbana.
Sono il riferimento per qualsiasi urgenza e bisogno, da quello sanitario a quello legale, all’attivazione di percorsi verso il riscatto e alla ricerca di sistemazioni/bisogni che cerchiamo di soddisfare attraverso una rete di realtà presenti nel territorio composte da associazioni ed enti quali, ad esempio, l’Associazione Avvocato di strada per l’aspetto documentale, il Centro Salute Immigrati (Cesaim) per gli aspetti sanitari, il Cesaim con la coop. Casa del Migrante per la soluzione abitativa, varie realtà laiche e religiose per accoglienze in comunità, il Banco Alimentare per la fornitura di generi alimentari, Caritas ecc.
Ogni notte dell’anno sono per le strade per portare alle persone senzatetto cibo e bevande calde, indumenti, biancheria e coperte: un’attività che richiede mezzi, professionalità, attenzione e premura verso le persone più vulnerabili, gli ultimi, gli invisibili.
I servizi sono svolti esclusivamente da volontari, oggi 250, che prima di essere attivi devono effettuare un percorso formativo. Grazie a una convenzione con l’UEPE, ufficio esecuzione pene esterne, diamo la possibilità a persone che devono svolgere lavori di pubblica utilità di svolgere il proprio compito in attività diurne e serali.
I fondi arrivano principalmente da donazioni private oltre da finanziamenti di enti e fondazioni su specifici progetti puntualmente rendicontati e ogni attività e raccontata nel bilancio sociale che viene redatto annualmente.

L’emergenza COVID19 ci ha costretti a cambiare radicalmente la nostra maniera di operare aumentando esponenzialmente i costi per tre fattori sostanzialmente: l’aumento del numero delle persone incontrate è aumentato da 75 ai primi di marzo a quasi 300 nel mese di ottobre, per l’aver dovuto modificare sostanzialmente il nostro servizio, l’utilizzo di dispositivi di protezione individuali e prodotti sanitificanti.
Al di là di aver applicato un rigoroso protocollo di sicurezza che prevede il coinvolgimento del minor numero di volontari possibile per ridurre l’esposizione al rischio di contagio degli assistiti, il problema più grande che stiamo affrontando è collegato al dover preparare i pasti che, in altri tempi, arrivava da mense e ristoranti che da marzo sono chiusi; questo ha significato metterci nella condizione di acquistare generi alimentari, attrezzarci con una cucina e per la preparazione dei pasti e, per ridurre i tempi del servizio per contenere l’esposizione al rischio, impiattarli in vaschette di plastica con coperchio.
Abbiamo sostituito i piatti in plastica con vaschette in polpa di cellulosa termosigillate con pellicola che, oltre ad essere più sostenibili, ci permettono con una termosigillatrice di contenere i costi nel lungo periodo, oltre a ridurre gli sprechi potendo utilizzare eventuali pasti non serviti il giorno successivo dopo averli riscaldati considerando che il numero degli assistiti varia di notte in notte.
Ogni notte vengono serviti pasti equilibrati a base di cereali e proteine composti da un primo e un secondo piatto. Per la preparazione della del primo piatto mediamente si cucinano mediamente 15 chili di pasta.


L’ultimo acquisto sono stati dei contenitori isotermici, alcuni dei quali donati da A.D.A. che ci permettono di mantenere la temperatura dei pasti arrivando con piatti caldi fino alla fine del servizio.

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